Richiamo alimentare: il Ministero della Salute ha ritirato un lotto di cozze per rischio chimico.Â
Il Ministero della Salute ha ritirato, di recente, un lotto di cozze o di Mitili. Lâavviso proprio durante la giornata di ieri per unâelevata presenza di biotossine marine DSP decisamente oltre i limiti di legge. Si consiglia infatti di non ingerire o consumare il prodotto anche se cotto. Tutti i dettagli.
Una serie di lotti di Mitili o cozze sono stati recentemente richiamati dal mercato per un potenziale rischio chimico. A dare lâallarme, lâAssociazione Consumatori in seguito a delle denunce da parte dei clienti di un supermercato. Il motivo? Unâelevata presenza di biotossine marine Dsp, ben oltre i limiti di legge. Le cozze, anche se cotte, risultano contaminate da questa sostanza che causa seri danni alla salute dellâuomo. Dsp sta per Diarrhetic shellfish poisoning, ed è uno dei quattro tipi di avvelenamento da molluschi bivalvi. I sintomi dellâintossicazione alimentare compaiono giĂ mezzâora dopo aver ingerito i molluschi. Lâintossicazione dura per circa un giorno e comporta diarrea, vomito, febbre, nausea e dolori addominali intensi. Queste biotossine sono estremamente pericolose per lâorganismo umano e, in alcuni casi, conducono anche alla morte. Motivo per il quale il Ministero della Salute ha provveduto al ritiro immediato dai supermercati di questi lotti di militi o cozze:
Il marchio di produzione è Ittica Allev. CaâPellestrina S.r.l. nello stabilimento in Via Pallestrina, 10-45011 Porto Tolle (Ro). Le cozze si vendono in confezioni da 5, 10 e 20 kg.
Il motivo del richiamo alimentare è molto grave. Da un esame a campione su un lotto di cozze crude, è emersa la presenza ben oltre superiore ai limiti di legge di biotossine in cozze e mitili. Lâacido okadaico, ampiamente contenuto in queste tossine, aumenta il rischio e la pericolositĂ di tale alimento. Il Ministero raccomanda di non ingerire, il rischio è chimico e di avvelenamento. Se si hanno dubbi sul prodotto posseduto, riportarlo immediatamente al punto vendita dove si è effettuato lâacquisto.
Per ulteriori dettagli consultare il sito ufficiale del Ministero della Salute.
Sophia Melfi