Le cause dell’algodistrofia sono ancora sconosciute. Alcuni ricercatori sostengono che essa sia originata da un malfunzionamento che colpisce contemporaneamente più di un sistema del corpo umano, e tra questi sicuramente il sistema circolatorio, quello immunitario e quello nervoso.
Tipicamente l’algodistrofia registra prima del suo esordio delle fratture alle ossa, o dei tagli, o anche delle bruciature, ma, eventualmente, anche episodi di distrazione e/o distorsione grave a carico delle articolazioni.
Come effetti sul paziente, oltre ai dolori intensi, si può notare un’alterazione della morfologia della cute, un’alterazione a carico della capigliatura o a carico delle unghie. O, ancora, l’insorgere di tremori, fenomeni di rigidità a carico delle articolazioni (o gonfiore). Nei casi caratterizzati da una maggior gravità, l’algodistrofia può arrivare ad una seria compromissione della qualità di vita del paziente.
Al momento non si è ancora trovata una cura specifica per l’ algodistrofia, ma si può pensare esclusivamente al trattamento dei sintomi, onde ridurre gli effetti, a volte devastanti, del dolore e delle alterazioni.
L’ algodistrofia, anche conosciuta con il complicato nome di sindrome dolorosa regionale complessa, è, nello specifico, un disturbo cronico che ha come caratteristica l’insorgere di dolore.
Questo può essere anche particolarmente acuto, in uno degli arti, inferiore o superiore, o in una parte di esso.
In assoluto si può affermare che le mani, le braccia, i piedi e le gambe sono le aree anatomiche del corpo umano maggiormente colpite da questa malattia.
Fino ad oggi non si è riusciti ad individuare una causa precisa per l’algodistrofia.
Alcuni ricercatori avrebbero, in modo un po’ generico, individuato nel coincidente malfunzionamento di più sistemi del nostro organismo una probabile causa per questa debilitante malattia.
Nel dettaglio, i sistemi implicati sarebbero:
La tesi per la quale potrebbe essere un malfunzionamento contemporaneo di questi sistemi del nostro organismo a determinare l’ algodistrofia nasce dal fatto che nei soggetti che ne soffrono risultano alterate tutte le funzionalità governate da questi sistemi.
Ad esempio le modalità con cui si percepisce il dolore (controllate dal sistema nervoso centrale e periferico).
Con lo studio delle cause di algodistrofia, alcuni medici si son resi conto che in più del novanta percento dei casi, la malattia è insorta dopo un certo tipo di infortuni.
Tra questi ricordiamo delle fratture alle ossa, delle bruciature (o ustioni gravi), ma anche tagli profondi o anche delle distrazioni o delle distorsioni a carico delle articolazioni.
Taluni ricercatori suddividono questa malattia in due forme, il tipo I ed il tipo II. Coloro che sostengono questa tesi ne indicano quale elemento di differenziazione la dipendenza o meno da un infortunio occorso a carico del sistema nervoso precedentemente all’insorgere della malattia.
Nel dettaglio, rientrano nel tipo I tutti i casi di algodistrofia NON preceduti da un infortunio a carico del SNC, tutti gli altri casi vanno ascritti al tipo II.
Nel recente passato non sono mancati i medici che hanno prospettato l’esistenza di alcuni fattori genetici nell’insorgenza della algodistrofia, però occorre anche sottolineare che tutti i ricercatori che, successivamente, hanno provato a dimostrare questa tesi non sono approdati ad alcun risultato utile.
Uno dei sintomi principali di algodistrofia è l’evento doloroso ad uno degli arti o ad una sua parte. Questa sensazione dolorosa è sovente molto intensa, continua ed anche molto debilitante; in molti casi il paziente lo descrive come una sensazione di puntura o di bruciore.
Questi dolori possono protrarsi anche per molti giorni, o, addirittura, settimane, per poi poter scomparire all’improvviso e, altrettanto all’improvviso ricomparire.
Quando un medico descrive i dolori causati da questo disturbo sovente utilizza i termini iperalgesia ed allodinia.
Nella medicina moderna questi termini stanno ad indicare delle risposte di intensità esagerata ad uno stimolo che provoca dolore.
Nel dettaglio parleremo di allodinia quando il soggetto avverte una sensazione di dolore intenso anche in risposta a stimoli di lieve intensità, i quali, in assenza di malattie di questo tipo potrebbero passare del tutto inosservati.
Oltre al dolore che cronicizza, l’algodistrofia può causare
Una diagnosi di algodistrofia non è cosa facile. Esistono almeno tre cause per le quali non è facile diagnosticare con esattezza questa malattia:
Normalmente l’iter diagnostico più seguito cui sottoporre i pazienti con sospetta algodistrofia prevede:
Ricorrere ai test diagnostici per l’esclusione di eventuali situazioni di fondo (ad esempio i test ematici per escludere le cause infettive), prende il nome di “diagnosi differenziale”.
A tutt’oggi non esiste alcuna cura specifica per questo tremendo disturbo, gli unici trattamenti esistenti sono diretti ad alleviare la sintomatologia, spesso molto disabilitante (terapia di tipo sintomatico). La terapia di tipo sintomatico per questa malattia prevede trattamenti di tipo fisico (fisioterapia), di tipo farmacologico e di tipo psicologico.
Il trattamento consiste in una serie di esercizi riabilitativi con il fine di portare un miglioramento della forza muscolare, della motilità delle articolazioni e della circolazione del sangue nell’arto colpito. Lo scopo è quello di permettere le normali attività di tutti i giorni senza che si avverta del dolore.
Prevede la somministrazione di farmaci ad azione antinfiammatoria non steroidea (FANS), ad esempio naprossene, ibuprofene ed aspirina.
A seguito della contrazione di questa malattia, molti pazienti accusano, in seguito, disturbi di natura psicologica, quali ansie, depressione, disturbi postraumatici da stress, ecc. Una terapia di questo tipo molto efficace in casi di algodistrofia è la terapia cognitivo-comportamentale.